domenica 1 ottobre 2017

TORTA ALLE MELE ( E NON SOLO) ...AD OCCHIO ;-)


Mai fatto una torta ad occhio? Io raramente, di solito peso tutto al grammo sapendo che la pasticceria è un arte esatta e le ricette vanno seguite scrupolosamente ( ehm..stendiamo un velo su quelle che seguo e che alla fine risultano essere dei flop) 
Dato che però io “esatta” non sono proprio, ogni tanto mi concedo delle libertà.
Magari arrotondo la quantità di un ingrediente e ne modifico un’altra oppure faccio sostituzioni insomma , diciamo che mi faccio guidare un pò dall’esperienza e dalla mia storia culinaria personale . Preparare una torta tutta tutta ad occhio però non l’avevo mai fatto, pur essendo la caratteristiche principale delle donne che cucinano o hanno cucinato nella mia famiglia.
Mia mamma ovviamente è esclusa dall’elenco perché la parola “cucina” le provoca un vago senso di nausea ma la mia povera nonna e la mia mitica zia Leru, sono state e sono le mie ispiratrici e maestre.
I loro ingredienti sono tutti : “un poco di”, “ma si ma poi ti regoli”, “ vedi tu”, ecc…

E quindi ho deciso di continuare questa simpatica tradizione e iniziare anch’io a fare le torte ad occhio.




Era rimasto in frigo ancora uno yogurt di quelli home made (da quando ho scoperto quanto sia facile non li compero più) e ho pensato di fare la torta classica , quella che si fa pesando gli ingredienti con il vasetto dello yogurt .

Ho recuperato  sul piano di lavoro :
farina autolievitante
un uovo
zucchero bianco (che stava finendo) 
zucchero di canna (che ho aggiunto perché quello bianco stava, appunto, finendo) 
il mio yogurt 

Senza stare troppo a pensare e soprattutto senza pesare nulla, ho messo nella ciotola lo zucchero bianco che avevo (sarà stato un cucchiaio abbondante) e ho aggiunto “a pioggia” quello di canna ( diciamo forse un paio di cucchiai)
Ho aggiunto l’uovo e ho sbattuto con le fruste il tutto, ottenendo il ben conosciuto “composto spumoso”.
Ho unito lo yogurt che ho amalgamato bene e poi ho messo la farina setacciandola ( ndr: da quando ho preso il setaccio è diventata una mania !) Ne ho messa poca e l’ho aggiunta mano a mano fino a raggiungere la consistenza , ben nota (saranno più di quarant’anni che faccio la torta di mele e una vaga idea dovrei averla !) .
Ho tagliato due mele (piccole) a cubozzi e li ho messi nell’impasto .
Ho unto con burro e poi infarinato,  una tortiera a cerniera (diametro 20cm) e ho versato la mia torta.
A questo punto scatta, quasi sempre, l’istinto creativo che è dettato un pò dal dna e un pò dalla psicosi da immagine carina .
Ho preso altre due mele e le ho sbucciate e tagliate a spicchi . Le ho inserite nell’impasto, formando una specie di raggiera (imprecisa) . Ho preso un cucchiaio abbondante di marmellata di pesche , l’ho allungata con un pò di acqua e l’ho versata delicatamente sulle mele.
Ho spolverizzato con cannella, fiocchi di avena e fiocchi di quinoa.
Altro zucchero di canna e riccioli  di burro qua e là . Non avendo messo nessun condimento nella torta mi sono sentita di osare questo burro che ha permesso allo zucchero di caramellare meglio.

Forno a 180° per circa mezz’ora : sempre valida la prova stecchino.



Premesso che a me le torte di mele piaccion tutte, ma proprio tutte. Tenendo conto che era davvero difficile sbagliare questa torta viste le miliardate di volte che l’ho preparata, quindi ho giocato facile, ma devo dire che è venuta proprio buona, ma buona buona davvero.
Innanzi tutto, consistenza perfetta : né troppo umida né troppo asciutta.
Le mele all’interno distribuite benissimo (raramente mi succede) . E che dire della “guarnizione” finale? Le ha dato quel leggerissimo tocco di croccantezza che ha completato il tutto.

Insomma che dire? Sono soddisfattissima della ricetta ben consapevole però che la prossima volta che mi cimenterò nella “torta di mele ad occhio” sarà diversa , innanzi tutto perché sicuramente mi verrà qualche altra idea per “rifinirla” o magari ci aggiungerò del cacao, della farina di mandorle ,….
In queste possibilità infinite ci voglio leggere un bel pensiero positivo: l’entusiasmo del fare e la curiosità nell’assaggiare mi stimoleranno ed arricchiranno il mio elenco di “torte ad occhio” in perfetto stile “larobifamily” facendomi sentire ancora più felice di far parte di questa famiglia che amo, forse un pò scombinata, ma unica .






5 commenti:

  1. Robi, una fantastica torta di mele anche qui :) Anche a noi capita di fare le cose ad occhio, anche se poi ci pentiamo perché non sappiamo come riportare la ricetta per il blog^^
    L'aspetto della tua torta è magnifico, sembra super soffice, e poi è vero, a volte le cose fatte di getto vengono meglio!
    Buon lunedì cara, un bacione!

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    1. invece io riporto la ricetta sul blog senza dosi!!! :-) sono imperdonabile !!! Più passa il tempo più mi ritrovo a cucinare spesso "ad occhio"...sarà voglia di trasgressione ;-) ??? vi abbraccio

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  2. io invece faccio sempre torte a naso... ed infatti ammetto che spesse volte il risultato non è che sia proprio perfetto perfetto... ma con la torta di mele non si può sbagliare, no?

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    1. infatti! con la torta di mele è quasi impossibile far qualcosa di immangiabile ! ;-)

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  3. che bella recetta ! :)

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