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martedì 29 marzo 2011

1MO TEST PER FORNO : PANE AI SEMI DI GIRASOLE


Difficile trovare tempo per sé, difficile ma…non impossibile! :-) se la stanchezza non mi stronca , facendomi addormentare secca sul divano ecco che dentro di me scatta la voglia irrefrenabile di cucinare qualcosa e quando mi capita, al 90% significa : pane. Come più volte detto , mi annoto una marea di ricette ma quando mi prendono questi “raptus” non penso minimamente a quelle … anche perché gli ingredienti per preparare il pane sono pochi e sempre presenti : farina, acqua, sale, lievito ai quali, si può aggiungere di tutto.
Ma l’altra sera ho utilizzato solo farina e acqua , eh si, avendo acquistato tempo fa una confezione di farina per pane ai semi di girasoli alla quale si deve aggiungere solo acqua!

Questa ricetta ha avuto però un valore aggiunto importantissimo perché era quello di testare il forno “nuovo”. Ho messo le virgolette perché ,in effetti, il forno è tutt’altro che fresco di giornata…essendo ubicato da tempo nella magione della dolcemetà nonché mia futura casa. I mobili della cucina di suddetta casa facevano parte del pacchetto “tutto compreso” e alla mia dolcemetà la cosa era andata bene…peccato che io ,invece, quando avevo visto questa cucina old, mi ero quasi sentita male. La mia cucina (sigh, dovrò dire ex cucina) era nuova di pacca, bianca (come sognavo da sempre) ,lineare, comoda, insomma bella . Nulla faceva ancora presagire eventuali convivenze e quindi non avrei mai pensato di trovarmi ad abbandonare il mio regno dei fornelli…ma ubi maior…
Quando da due case , dotate di ogni confort , se ne deve tirar fuori una ,è inevitabile avere dei “doppioni” che non possono convivere. È stato il caso, molto combattuto , delle nostre due cucine.
La sua cucina era stata fatta su misura (anni, anni e anni fa) e quindi smantellarla sarebbe stato un costo che,al momento, non possiamo permetterci. La suddetta cucina è immensa (esagero un po’ , ma è davvero molto grande) tanto che, per assurdo, ci sarebbe stata benissimo anche la mia completa! E in un primo momento avevo deciso così: non volevo lasciarla e mi ero convinta che sarebbe stata benissimo. Senonchè un giorno Marie Antoinette mi dice : “mamma ma la nostra cucina lì non c’entra niente. Sembrerebbe di entrare in un esposizone di mobili! Non è la prima volta che lasci cose che ti piacciono per cambi epocali….quindi basta! Volta pagina e lascia perdere ”
Tuffo al cuore e piccola consapevolezza che forse la petite reine non aveva tutti i i torti.

Mia (ex)cucina : laccata bianca lucida con top grigio antracite
Cucina della dolcemetà: legno ciliegio + isola e  top in marmo “pepe/sale”
…come abbinare il tutto???

La dolorosa decisione di lasciare a mia volta nell’appartamento la mia cucina è arrivata poco a poco insieme alla scelta di acquistare comunque qualche pezzo nuovo per riporre le mi batterie culinarie ( e per “batterie” non intendo solo pentole ma tutto quello che voi sicuramente potete immaginare)
Cosa abbinare ad una cucina old style (per fortuna senza troppo frizzi e lazzi dei tempi andati!) creando un insieme comunque armonico?
Acciaio. Tecnico, lineare, professionale, a suo modo , un classico. Quindi ecco nascondere le piastrelle di cotto tra le basi e i pensili della cucina old, con lastre di acciaio inox e aggiungere mobili in acciaio con top nero/grigio scuro. Le 4 pareti bianche sono state dipinte 2 in grigio scuro e 2 bianche e sono ancora alla ricerca di particolari e ammennicoli vari per renderla gradevole …a me ! (sono iper critica e paranoica, lo so)
E tra le mie tante paranoie ce n’era una alla quale ho fatto fatica a rinunciare : volevo portare almeno il mio forno, quello che mi ha regalato tanti momenti di soddisfazione durante le mie cake therapy, quello che non mi ha mai sbagliato una cottura, non mi ha mai bruciato un arrosto…
Quindi abbiamo preso mobili nuovi tra cui uno per forno ad incasso. Nel momento in cui ho dovuto mettere in vendita la mia amata cucina mi sono trovata davanti all’impossibilità di offrire una cucina completa di ogni cosa tranne il forno! Quindi ho dovuto accettare questa dura, durissima realtà : lasciare per sempre il mio forno e adattarmi anche al forno old…

Prima nota negativa : il suddetto forno è ubicato sotto ai fuochi, il mio era ad altezza occhi, comodo e perfetto per controllare la cottura.
Seconda nota negativa : era conciato da buttar via
Terza nota negativa : piangevo quando lo guardavo pensando al mio…
Quarta nota negativa: il mobile appena acquistato previsto per (il mio ex)  forno ad incasso ha dovuto essere sostituito …
Prima nota positiva: mi sono accorta solo in questi giorni che è un forno blasonato
Seconda nota positiva: è di dimensioni maggiori del mio : è più largo
Terza nota positiva : avevo cucinato, qualche giorno fa, dei dolcetti ikea surgelati e, ammetto, sono usciti perfetti.

Quindi mi sono messa all’opera è ho compiuto un’opera di trasformazione rendendolo ….nuovo e brillante. Non vi dico quanto ho faticato ma sono soddisfatta del mio risultato.
Ora non restava che metterlo alla prova , la prova più difficile : la cottura del pane.
Quindi eccomi qui con il mio panetto lievitato , agitatissima e speranzosa nella buona riuscita…
Questo forno è più potente del mio , quindi la prossima volta dovrò abbassare la temperatura. Nel mio forno tenevo 180° ed era perfetto , in questo 180° sono troppi…
Il pane si è cotto bene ed era bello croccante ma l’interno non era cotto come dico io. C’è da dire che questi preparati per pani ai quali si aggiunge solo acqua, danno come risultato una pane che io chiamo “tedesco” e con questo intendo con un gusto particolarmente acido, lievitano poco perché hanno una percentuale di farina di segale e/o integrale e rimangono leggermente “umidi” e con l'interno abbastanza "compatto",  tutte caratteristiche che mi piacciono, per carità, ma non sono quelle del “mio” pane.

Direi primo test : passato. Urge però metterlo alla prova con un lievitato fatto come si deve …non so quando ma ci riproverò anche perché questo forno diventerà “il” forno e dovrò imparare a conoscerlo bene per tirar fuori il meglio di lui.
Una nota dolente che rimarrà tale for ever è la posizione: in effetti avere il forno alto è miliardi di volte più comodo, averlo in basso mi costringe a piegamenti ai quali non ero più abituata e, alla mia età, potrebbe essere problematico e rischioso. Il colpo della strega per controllare i miei manicaretti al forno sarebbe davvero troppo.,…;-)






venerdì 25 marzo 2011

FERMATE IL MONDO...VOGLIO SCENDERE! :-)




Ho bisogno di immagini rilassanti,di colori armoniosi e quando sul sito della SIA ho trovato questa foto l’ho subito fatta mia. Voglia di relax e di primavera a mille! Ma anche voglia che sia già …Natale. Si, perché in questo momento mi trovo in mezzo a miliardi (e, giuro, non esagero :-) !) di cose da fare e pensare.
Bello! Direte voi. Stimolante, eccitante, creativo essere attive a prescindere dal motivo.
Si, avete ragione ma per una donnasullorlodiunacrisidinervi perenne come sono, non è proprio il massimo.
E quindi vorrei che questi prossimi mesi passassero in fretta e, per stare dalla parte della ragione, forse, verso dicembre potrei (condizionale d’obbligo) ritornare nella mia routine di vita (si fa per dire…)
Sono in pieno vortice pre trasloco al quale sommo qualche altra grana qua e là, giusto per non farmi mancare nulla.
Quindi ho poco, pochissimo tempo per cucinare (come dico io!!!) e dedicarmi al mio blog, unico luogo ( virtuale purtroppo) dove riesco a rilassarmi, trovare un po’ di calma e dedicarmi a cose che mi fanno star bene. Metto in conto assenze future e una presenza a singhiozzo che cercherò di colmare non appena ne avrò la possibilità.
Nel frattempo non manco di appuntarmi liste infinite di ricette che prima o poi farò (prima o poi farò???) ad acquistare libri che prima o poi leggerò (prima o poi leggerò???). Il mio archivio aumenta esponenzialmente di giorno in giorno e alla fine sono molto soddisfatta per poi cadere subito in depressione perché tra il dire il fare c’è di mezzo il mare e voi non avete idea di quanto immenso sia questo mio mare.
Mi sento dentro ad una tromba d’aria che mi solleva violentemente da terra , e le rare volte che questo vento si placa mi ritrovo sbattuta a terra senza sapere chi sono e dove sono e incomincio a…..perdere pezzi di me. Nel senso che vado in crisi totale, dimentico appuntamenti, mi incasino a più non posso, perdo cose .
L’ultima : il portafoglio proprio l’altro giorno. Ero andata a prendere alla stazione la regina di ritorno dall’università e vista l’ora tarda , ho proposto di andare a mangiare una pizza (nonostante sia pur sempre regina ha apprezzato la proposta plebea )
Al momento di pagare il conto , ho aperto la borsa/valigia e, come sempre, mi sono tuffata dentro per cercare il portafoglio che di solito, prima o poi , trovo, ma …non è saltato fuori.
Marie antoinette mi ha salvata con suo bancomat ma ero disperata…e tornando a casa in macchina continuavo a pensare dove avevo potuto perderlo, oltre ad essermi accorta che stavo pure guidando senza patente e ad essere senza documenti (dentro al portafoglio…)
Arrivate a casa , miracolo: era sul tavolo della cucina!!! Why????Ha domandato, giustamente, la petite reine…ehm….in pausa pranzo ero uscita a razzo dall’ufficio perché veniva l’omino della caldaia, sita sul balcone della cucina, appunto.
Avendo sempre i minuti contati, ho pagato e poi via in ufficio più veloce della luce.
Perché fare sempre tutto di corsa? Sarebbe cambiato il mondo se fossi arrivata in ufficio due minuti dopo? Probabilmente no ma io, in alcuni contesti di vita, non ce la faccio a ragionare lucidamente e come una scheggia impazzita mi sposto nello spazio infinito nel quale ogni cosa ha la priorità da “codice rosso attacco alla Terra”.
Credo faccia parte del mio codice genetico comportarmi così. Il mio ex marito tra le tante cose carine (?) che mi diceva, spesso citava questa : “tu sei “schizzo” inside” e ,a ben pensarci, forse non aveva tutti i torti.
Ho una predisposizione ad incasinarmi la vita, a prendermi grane e impegni con la conseguenza di arrivare a livelli di disperazione pura ! La dolcemetà comprensivo in modo esagerato mi invita al “vivere easy” , al “be quiet”, al “tutto si sistema” ma io non sono abituata a queste rassicurazioni e soprattutto non ci credo (o non ci voglio credere) e anzi mi agito sempre più….
Come potete ben capire la situazione è grave :-) urge quantità industriale di camomilla (che già consumo) e un po’ di sana filosofia
Anni di yoga e meditazione ,ahimè, non hanno lasciato strascichi e a volte trovo un po’ di pace solo in una (ma anche due o tre) sana cucchiaiata di crema alla nocciola e cacao !!!
In attesa di postare a cadenza regolare, ricette favolose come vorrei, vi tocca , per ora, sorbire questo mio delirio .
Riusciranno i nostri eroi ?




lunedì 21 marzo 2011

DI LIBRI...




I libri mi hanno sempre affascinato ma non solo per i loro contenuti .
L’oggetto libro mi piace, sfogliarlo, annusarlo (ebbene si) , toccarlo.
La copertina poi, spesso la fa da padrona. Immagini che colpiscono, colori che mi attirano, progetti grafici accattivanti e ben studiati, condizionano i miei acquisti. Se aggiungo a tutto ciò anche un titolo che rimanda alla cucina, a cibi et similia, il gioco è fatto.
Spesso prendo cantonate immani e questi flop arredano comunque dignitosamente la mia libreria e, all’occorrenza, il tavolino bisognoso di “macchia di colore” per particolari allestimenti (traduzione: ho la psicosi dei colori in sintonia e non è raro che , per esempio, un vaso di ranuncoli violetti abbia bisogno di avere vicino un “richiamo” in nouance che posso trovare in una candela, in un soprammobile, che però non amo, o, appunto, nella copertina di un libro o di una rivista. Lo so, lo so…no comment …)
Tutta questa tiritera per dire che il libro della Roberta Schira “Piazza Gourmand” mi aveva colpito innanzi tutto dalla copertina che trovo molto raffinata : una “vista” tra muri color marrone e tortora dalla quale sbuca un cuoco, da una finestra, con tanto di cappello bianco. Un’elegante macchia di non colore, di luce, che, sotto al titolo color “uovoconzuccheromontato”, rende l’insieme elegante.
Avevo letto le recensioni che, a dire il vero, non dicevano un granchè di carino ma complici i “libri vagabondi” dell’amica Ely, ho voluto leggerlo lo stesso.
L’ho trovato originale e piacevole, senza infamia né lode. Con piacevoli ricette qua e là, alcune blasonate : persino Ferran Adrià , Carlo Cracco, Heinz Beck hanno dato il loro contributo a questo piccolo romanzo culinario. I personaggi troppo finti così come le situazioni, mi hanno fatto comunque apprezzare l’amore per la cucina che traspare nei racconti, nelle parole.
Niente a che vedere con la Roberta Corradin del libro “Tutte le cuoche che volevo diventare” (o anche “Ho fatto un panpepato” libro stupendo e introvabile!!!) che è per me apoteosi pura sia per i contenuti che per il modo meraviglioso che ,questa scrittrice, ha di raccontare. La Roberta Schira ha comunque la padronanza di chi sa di cosa sta parlando e già questo in ambito letterario ( e culinario!) è, per me, gran cosa.
Sempre di questa scrittrice, avevo , a suo tempo, regalato “l’amore goloso” ad un uomo che avevo sopravvalutato e purtroppo lei era entrata a far parte di tutto un lungo elenco di cose e persone che legavo a lui, sotto al titolo “cose da odio profondo”…
Adesso la ripesco e la porto nel mondo del “di tutto di più” , luogo decoroso nel quale convivono “cose medie” che non sono eccelse ma non danno nemmeno fastidio, non cambiano la vita ma accompagnano alcuni momenti con simpatia.
E poi sarà che questo libro è della Ely e quindi c’è anche un po’ di lei e questo nel mio giudizio ha inciso parecchio!
Inoltre il nome della scrittrice è…il mio! (bè, come anche quello della Corradin) Come non parlare bene di una donna che scrive libri di cucina, si occupa di tutto ciò che ha a che fare con l’ambito gastronomico e si chiama pure come me???
Che i latini avessero davvero ragione????

In nomine omen
;-)))))

venerdì 11 marzo 2011

DANUBIO THERAPY O BEAUTY RELAX???

danubio3mt



Ci sono momenti in cui tutto si incastra magicamente. Vi trovate del tempo inaspettato, magari dopo giornata d’ufficio pesante, e vi regalate, chessò, un giro in centro, una visita ad un’amica ,una puntatine dall’estetista per un bel massaggio, ;-) …oppure vi fiondate dritte a casa (senza fare le solite mille commissioni) , chiudete a doppia mandata , vi mettete comode et voilà….cominciate a preparare un lievitato…
Ci vuole tempo, tanto tempo , perché il risultato soddisfi e quindi, non è cucina da tutti i giorni.
Ci vuole l’occasione, ci vuole l’ispirazione ed è proprio quello che è successo a me l'altra sera : un incastro magico!
Arrivata a casa con ancora la luce (e già questo sa un po’ di miracolo!) …sola! La regina era , come sapete, in India, la dolcemetà con i suoi ragazzi fuori a cena e io nella mia casa (mia ancora per poco) con Eu che comunque appena svuotata la ciotola se n’era uscito .
L’idea era di godere di questo qualitytime (come dice la mia amica Rita) in un dolce far niente , tra libri, riviste sfogliate con (finta) noia dopo un bagno rilassante tra candele e profumi e invece, sono andata in cucina e mi sono accorta della bella fetta di gorgonzola piccante e pensare ad un’idea per la sfida dell’MT di marzo ,è stato un attimo…mi sono guardata intorno ed ecco che un sacchetto di prugne secche mi capita a tiro. Why not?
Avrei preferito i fichi secchi ma ho fatto di necessità virtù : le prugne avrebbero ingentilito il forte sapore del gorgonzola : aggiudicato!
Ho guardato con sguardo amorevole il mio KA e mi sono messa all’opera…
Fantastico impasto, dosato perfettamente, complimenti alle indicazioni della tery!
È lievitato in modo fantastico e questa è la soddisfazione più grande quando si preparano pani & C.
Mi è piaciuta l’idea delle palline che lievitano e formano un unico insieme gobboso e carino.
Ho utilizzato uno stampo a forma di cuore ma non si è rivelata una buona soluzione perché la resa “stilistica” è stata quella di un pane che avrebbe dovuto essere tondo al quale mancava un pezzo: dell’idea romantica del cuore si è persa la traccia…
Pezzo che in effetti ci sarebbe stato, essendo avanzata la quantità di pasta proprio per fare l’ultimo panetto che ho dovuto cuocere solo soletto…ma tutto nella vita ha un senso: infatti questo panetto fuori dal coro è stato quello che ho assaggiato e fotografato ,appena sfornato .
Bè devo dire che non era malaccio: il formaggio fuso al punto giusto avvolgeva la prugna e smorzava il suo essere dolce.
Doppia contentezza: la prima di aver “panificato”, per me una foodtherapy che non delude mai e la seconda di aver preparato un Danubio in netto anticipo sui tempi da me fissati, cosa che capita molto ma molto raramente !
Riflessione doverosa: sarà normale scegliere di impastare, aspettare le lievitazioni, mettere in forno, fotografare (si fa per dire) , assaggiare e andare a letto ad ore turche piuttosto che pensare pigramente a sé, concedendosi coccole da area benessere : doccia, bagno, creme e relax????
Probabilmente faccio parte di quella categoria di donne che si lamenta per non avere mai tempo per fare tutte quelle belle cose che ci piacciono , tipo manicure, cure capelli, beauty & c, ma che forse, non le ha tra le sue priorità .
E quando ,la mattina seguente, ho visto sul tavolo in cucina il mio Danubio l’ho trovato davvero bello ! bè, al contrario di me che avevo il capello sconvolto , il viso stanco ,bisognoso forse di qualche maschera rivitalizzante e un leggero mal di schiena (sarà un po’ di stanchezza …) ma la prossima volta che mi trovo del tempo regalato, mi occuperò di me, me lo prometto pur sapendo che davanti ad una crema corpo da spalmare con calma e devozione e davanti ad un libro ricco di ricette invitanti, sceglierei di sicuro il secondo!
Eh si, è proprio vero: al cuor non si comanda! :-)

Ingredienti:
500 gr farina (300 gr Manitoba + 200 gr farina 00)
150 ml latte
3 tuorli e 1 uovo intero
1 cucchiaino di sale
Lievito di birra
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di miele
100 ml di olio extravergine di oliva
Ripieno:gorgonzola prugne secche


per l’impasto ho seguito la ricetta di Tery e dopo la prima lievitatura ho fatto i panozzi tondi riempiendoli con un pezzo di gorgonzola e una prugna secca.Li ho messi nello stampo e ho fatto lievitare fino al raddoppio , poi spennellata di uovo e ho infornato a 180° per circa 20/25 minuti.

mercoledì 9 marzo 2011

TRECCINE DI RICOTTA PER SENTIRSI UN PO' A...PAPEROPOLI :-)



Mi è stato regalato il libro di Luca Montersino “Le dolci tentazioni” e sto aspettando il primo invio di libri fatto su amazon.it (che diventerà come una droga per me, lo so…) questi i titoli:
"Biscuits, sablé,cookies: la bible des tous petits gateaux " di E. Boyer & "la" martha
e
"Mes confitures" di Christine Ferber.

Voglia di sfogliare questi libri, trarre ispirazione, mettermi ai fornelli,in pace a fare quello che più piace e mi rilassa , a mille! Ma come ben sapete, nei momenti di cambi epocali, il tempo fugit ed è già difficile trovare spazio per le cose di ordinaria amministrazione.
Ma l'altra sera proprio non ce l’ho fatta, ho voluto a tutti i costi preparare un dolce del libro appena ricevuto ,solo che di ricette easy e super velox …pochine!
Ma sfogliando e risfogliando ecco la ricetta perfetta per me: treccine di ricotta, veloci con ingredienti “facili” e soprattutto che si hanno sempre in casa.
Antefatto: Marie Antoinette è…in India, ebbene si, è andata a farsi un viaggio, non proprio desiderato con il suo papà (che pure lui con l’India c’entra poco ma….anyway…) è partita arrabbiata con il mondo (mega crisi adolescenziale in ritardo) ma soprattutto arrabbiata con me, tanto da non avermi nemmeno salutata prima di partire…immaginate il mio umore…
Nonostante questo mi ero ripromessa di godermi queste giornate senza regina per organizzare meglio le diecimila cose che ho in ballo, tenendo conto che avrei tenuta come base la casa della dolcemetà, nonché anche mia futura magione…
Ma le cose facili non mi appartengono per una questione …genetica, temo!
E il gatto dove lo metto? Tenendo conto che:
Eu (il gatto) è uno spirito libero e molto wild inside, abituato a scorrazzare per le zone vicino a casa mia
La dolcemetà ha ,ogni tanto (poi vi spiego…) una bassotta che odia i gatti…
La dolcemetà abita in centro e quindi di gatti vagabondi non ce ne sono perché se mai ce ne fossero verrebbero, come dire?, …eliminati….
Quindi ho deciso di fare la spola tra casa mia, ufficio, casa dolcemetà e varie&eventuali (supermercato, miei parents, commissioni varie…) stressata più di prima.
In effetti avrei potuto portare Eu con me ma , come dicevo, quando i figli della dolcemetà vengono a cena c’è sempre la Baguette e con questo non intendo il buonissimo pane francese ma bensì la bassotta battezzata così…..
Quindi sarebbe sorto il problema realazionale tra Eu/Baguette (che comunque dovremo risolvere per il futuro…) e la mia decisione è stata di accollarmi l’avantindrè per il gatto che va sfamato e ricoverato sul divano almeno ogni tanto.
Magicamente il ritmo trovato è stato il seguente: Eu ama andare in giro di notte quindi rientra al mattino…io prima di andare in ufficio passo a casa, faccio rientrare il gatto che sfamo e accarezzo (poco perché altrimenti si incaz… e morde! Carino!!!!) il quale si spaparanza sul divano dopo la notte di bagordi , poi, quando esco dall’ufficio ripasso da casa, risfamo il gatto e lo faccio uscire per notte brava e vado dalla dolcemetà….e così via.
L’altra sera così ho fatto,incastrando pure una spesuccia al super, arrivata a casa (l’altra casa….:-) ) , pur non essendo proprio fresca e riposata, ho voluto fare, dopo cena, un dolce perché ne avevo bisogno. Una cake therapy più che mai necessaria . per sentire nell’aria il profumo inebriante dei dolci in forno, per….ehm…marcare un po’ il territorio, di torte lì non ne avevo mai fatte ed ero molto scettica sul forno presente che invece, devo ammettere, si è comportato benissimo regalandomi treccine cotte , oserei dire, alla perfezione.
Ma non solo …mentre i ragazzi (2 veri + 1 maturo peter pan) + bassotta guardavano la partita alla tv , io, anche per evitare un certo imbarazzo nel partecipare al tifo (del quale non mi importa un granchè oltre a non capirne un emerito…) li ho lasciati felici e affiatati insieme e mi sono ritirata nelle cucine del castello…tranquilla ad impastare (brevemente) le mie treccine e a cuocerle con devozione .
Igredienti:
250 gr farina
120 gr zucchero (diceva 250 gr)
250 ricotta ( diceva 175 gr ricotta di pecora ma io avevo solo quella "standard")
buccia di limone grattuggiato
8 gr lievito per dolci
pizzico di sale


Impastare tutti gli ingredienti a formare un insieme morbido e gestibile...poi fare delle palline e trasformarle in piccoli filoni che attorciglierete a mò di treccia.forno a 160° per circa 20/25 minuti.
Le mie sono uscite un pò "svenute ma credo sia stata la ricotta sbagliata . Le rifarò di sicuro con gli ingredienti giusti! :-)
Devo dire che però hanno avuto ugualmente successo…sono state sbranate non so se per la bontà o per la partecipazione alla partita molto sentita (giocava la squadra della nostra città) che escludeva l’attenzione a qualsiasi altra cosa compreso il mangiare un dolce sopraffino o…una suola di scarpa…
Io scelgo la prima opzione perchè mi fa sentire molto nonna papera e questo ruolo mi piace …
Sul divano qui , quo , qua sbraitavano e incitavano i calciatori … la baguette se la dormiva … e se ci fosse stata la mia regina si sarebbe dovuta trasformare in una sorta di concentrato di “emy,evy,ely” le saputelle e antipatiche cuginette dei paperi…:-)... e in questa Paperopoli si è conclusa la mia giornata ….
Oggi si riparte : erano avanzatate due o tre treccine che mi sono goduta a colazione prima del prossimo tour de force :
news dell’ultimo minuto : forse oggi arriva il pezzo di cucina nuova (ma non doveva arrivare a fine marzo????? :-( gasp!)
(devo troppo raccontarvi la storia della cucina…..un film!!!! Alla prox)

lunedì 7 marzo 2011

RICETTA DI RISO VENERE "COPIATA" MALE...



Tempo fa, ero andata ad una cena in un locale ,di tutto rispetto, che vanta uno chef creativo e simpatico. Vengono proposte sempre ricette originali come questa che ho copiato (MALE) omettendo il particolare che l’avrebbe elevata a piatto di alta cucina : le mazzancolle erano avvolte in fili di spaghetti di soia e fatte friggere rendendo , non solo la preparazione più scenografica, ma aggiungendo un sapore croccantino e nuovo che avevo apprezzato tantissimo.
Gli spaghetti di soia li avevo in realtà presi, solo che ….non mi ricordavo più di averli!
Lo so, potrebbe essere un segnale preoccupante, mi rendo conto e non vi dico quando, alla fine della ricetta, mi è venuto in mente che gli spaghetti di soia ce li avevo!!
Ero nera, proprio come il riso venere!!! Soprattutto perché mi sarebbe piaciuto mettermi alla prova nel cuocere questi “involtini” di spaghettini+ gambero….
Sarà per un’altra volta.
La ricetta è molto semplice in realtà il tocco “speciale” è dato dagli ingredienti che devono essere di ottima qualità: il pesce fresco e carnoso, il gorgonzola rigorosamente originale e possibilmente “firmato”.Dalle mie parti, patria di questo formaggio, è facile andare direttamente dal produttore e acquistare fette di svenevole gorgonzola dal sapore inconfondibile! È già questo rende il piatto prelibato!
Anche per il riso venere esistono, sempre in zona, riserie che lo coltivano e quindi la scelta d’acquisto cade su queste aziende agricole dotate, quasi tutte oramai, di vendita al pubblico.
La pecca del riso venere è il tempo di cottura : infinitamente lungo ma si è poi premiati da questo chicco morbido ma non scotto, leggermente elastico dal sapore orientale.
È un riso nobile, nel senso che un tempo era riservato solo alla corte dell’imperatore e quello che mangiamo noi è frutto di un sapiente incrocio .
L’abbinamento classico è con il pesce e secondo me è proprio vero, trovo che il pesce , in particolare molluschi e crostacei si sposino perfettamente con questo riso .
In più il riso venere per il suo aspetto cromatico consente giochi di style life stupendi…il colore rende raffinata qualsiasi preparazione ed esalta i colori degli altri ingredienti sia che si tratti di semplici verdure o di composizioni più creative (come quelle che avrei dovuto/voluto fare io con spaghetti di soia…mannaggia!)
Morale , la mia ricetta, very simple, è di una facilità disarmante ma regala sapori in armonia tra loro.

Ingredienti
Riso venere
1 fetta di gorgonzola dolce (nella foto non si vede perchè è sotto...a tutto!!)
pesce
olio
pepe

far cuocere il riso per circa 40 minuti in acqua salata. Quando è pronto, scolarlo condirlo con un po’ di olio e nel frattempo cuocere su una griglia (o pentola antiaderente, è lo stesso!) le mazzancolle.
Mettere nei piatti un po’ di gorgonzola sul quale metterete i riso e, infine, le mazzancolle.
Una grattata di pepe et voilà, fine!
Cosa c’è di più semplice e veloce… ?
E, ultimamente , sono solo queste ricette che posso fare: velocissime e per nulla elaborate…
Sogno momenti di quiete nei quali trovare il tempo per cucinare tutti i dolci che mi sono segnata , tutti i piatti difficilissimi :-) e lunghissimi :-) che vorrei provare , per leggere e commentare i libri che ho comprato ( e messo nella libreria) , per inventarmi nuove rubriche del blog da seguire come si deve…e intanto corro a destra e a manca perdendo pezzi di me qua e là…
Riuscirò , prima o poi, a…ricostruirmi??? :-)

giovedì 3 marzo 2011

NO COMMENT :-)

Che figuraccia !!! Non ho altre parole ... parto in quarta , tutta entusiasta per questa iniziativa alla quale decido di partecipare in prima persona! Metterò a disposizione tre miei libri : che bello!!!
Decido i titoli e parto....
Peccato che mi accorgo che un libro tra quelli proposti...non ce l'ho più!!!!
Prestato a non so più chi (grrrrrrrrrrr!!!!) non è ancora ritornato a casa!
Ecco il titolo "incriminato":

TI HO TRADITO CON LE PAROLE


prometto che se mai ritornasse (lo spero proprio) lo spedirò a chi me l'ha chiesto...
ho pensato di sostituirlo con questo:
LA CITTA CHE PROFUMA DI CORIANDOLO E CANNELLA



del quale avevo parlato qui
E' tutto un altro libro ma io l'ho trovato gradevolissimo e ricco di spunti...gastronomici!
E' un momento in cui sono particolarmente "fusa", molto più del solito...con mille e più cose da fare e con mille e più cose che vorrei fare ... morale mi perdo e combino guai....tipo questo del libro!!
Mi piacerebbe avere una vita tranquilla, serena, nella quale trovare i miei spazi per dedicarmi a quello che mi piace...la realtà, in questo momento, è ben diversa per me: momento non proprio roseo per vari motivi , ma non voglio annoiarvi...
E alle volte mi prende una stanchezza "inside" che mi fa venire la voglia di rintanarmi da qualche parte, trovare un buco nell'universo e rifuguarmi lì....per un pò...
Ma la mia natura è un'altra e allora, per assurdo, mi prende la smania di fare e mi incasino ancora di più....
Quindi, con il capo cosparso di cenere, chiedo venia...:-)
In più non riesco nemmeno ad impostare la "pagina statica" dei "libri vagabondi" ... uff!!!
Dovete prendermi così: una signora attempatella , un pò "sclero" ,che "web-isticamente" si è fatta da sola ( e si vede!!!)
:-))))

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