lunedì 28 febbraio 2011

LA CHARLOTTE DELLA ZIA LERU


Ci sono torte che hanno valenza proustiana …e questa è una di quelle.
L’autrice è la mia zia Leru che, in occasione del compleanno della mia mamy, ha fatto questa stupenda charlotte…
È una torta che non ha stagione è perfetta d’estate per la freschezza della frutta , è perfetta di inverno per la generosità della panna e dei savoiardi imbevuti di liquore.
È la torta che mi ricorda i pranzi in famiglia , tutti riuniti a casa da mia nonna e mia zia che arrivava da Milano con la charlotte mezza fatta! La cupola di savoiardi e frutta va tenuta in frigo fino al momento di mangiarla , poi si rovescia e , al momento, si monta la panna che la ricoprirà…
Durante il viaggio da Milano la torta era ben protetta e tenuta al fresco in modo da non arrivare sofferente e veniva subito messa in frigo e quando era giunto il momento topico, le donne di famiglia, (mia mamma, mia zia e mia nonna) andavano in cucina a completare questa dolce opera d’arte con la bianca e spumosa panna montata.
Ero bambina, magrissima e inappetente ma davanti a quel dolce non sapevo resistere.
Mi ricordo nitido il boccone voluttuoso , ricco di sapori freschi di frutta con una punta di liquore che non mi dava fastidio , ma anzi, rendeva il tutto ancora più…peccaminoso!!! E poi che dire quando ogni tanto si incontravano i pezzi di cioccolato fondente che scroccavano sotto i denti rendendo ancora più forte il contrasto con il morbido degli altri ingredienti.
La panna soffice avvolgeva il tutto in un abbraccio coccoloso e accendeva ancora di più i gusti: l’ananas sciroppato, le prugne cotte, le mele cotte, ogni frutto manteneva la sua identità sposandosi perfettamente con gli altri sapori e i poveri savoiardi resi vacui dal liquore, non potevano far altro che tenere uniti tutti gli ingredienti fino a quando , con un’abile cucchiaiata, inevitabilmente l’esile struttura cedeva e allora si raccoglieva frutta,biscotto, cioccolato, panna in un disordine dolce e godurioso…
Queste sensazioni le rivivo ogni volta che mangio questo dolce e rivivo anche i momenti passati in una sorta di remember a volte carico di piacevole nostalgia .
Una torta che consiglierei dopo un pranzo non troppo pesante perché, credetemi, una fetta sola non sarà sufficiente a farvi capire l’essenza di questa charlotte e dovendo, inevitabilmente fare il bis e forse il tris, è meglio lasciar…spazio! :-)

Ingredienti poco precisi perché è una ricetta “creativa”:
savoiardi (quanti bastano per foderare la vostra ciotola )
liquore preferito (anche alla frutta ,oppure grand marnier, cointreau, maraschino o marsala….)
panna da montare
zucchero a velo (poco)
mele cotte
pere cotte
ananas sciroppato
prugne cotte
cioccolato fondente a pezzetti

potete aggiungere , modificare il tipo di frutta che può essere sciroppata o cotta…
imbevete i savoiardi nel liquore (io lo allungo con un po’ d’acqua ad evitare che sia troppo forte) e foderate una ciotola . Avete intanto preparato la frutta che, come dicevo, può essere sciroppata e/o cotta e i pezzetti di cioccolato fondente. Riempite quindi la cupola di savoiardi con frutta e cioccolato pressando bene e chiudete con una sorta di coperchio sempre fatto di savoiardi imbevuti nel liquore.
Poi mettete in frigo almeno 2 o 3 ore, ma potete preparare il tutto anche il giorno prima.
Qualche minuto prima di mangiare il dolce tiratelo fuori dal frigorifero e sformatelo su un piatto . Dopodiché montate la panna con un po’ di zucchero e velo e ricoprite il dolce .
Et voilà..
Dolce facilissimo ma dall’effetto scenico strabiliante.
Di torte charlotte ne esistono tantissime versioni, io questa ve la consiglio per la semplicità di esecuzione e soprattutto per il sapore godurioso e ricco . Una torta creativa che si può modificare secondo del gusto o di quello che offre la dispensa. Da fare e da gustare almeno una volta nella vita…

mercoledì 23 febbraio 2011

LIBRI VAGABONDI-AGENZIA NR.2

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Strano. Molto strano che una “paranoica” di libri come me abbia deciso di “aprire” un’agenzia dei “libri vagabondi” della Ely
Io che quando compro un libro devo avere lo “ius primae noctis” , nessuno può nemmeno sfogliarlo, io devo essere la “prima” e non solo , io che ho un amore maniacale per l’oggetto “libro” , me lo guardo nella libreria soddisfatta , lo rileggo, lo risfoglio e persino quando lo spolvero e lo sistemo , lo faccio con…amore ,io proprio io, come ho potuto pensare di prestarlo e di mandarlo a vagabondare in giro per il mondo???
Si cambia. Nella vita accade anche questo. Anch’io come la ely ho guardato la mia amata libreria e ho riflettuto sulla sua proposta dei “libri vagabondi” , idea di una generosità unica ma soprattutto intrisa di amore profondo per la lettura tanto da volerla condividere con più persone offrendo i propri libri da leggere e commentare.
L’idea di accompagnare i libri con un taccuino su cui ognuno scriverà le proprie impressioni, le proprie recensioni è pura poesia: un filo che unisce tutti da questa grande passione .
L’emozione quindi sarà doppia: leggere il romanzo ma anche scrivere di lui in un continuo evolversi di opinioni, scambi, scoprendo tra le righe un pò di ognuno di noi.
Ecco lo spirito dell’idea dei libri vagabondi :
proporrò una piccola (inizialmente ma poi potrebbe crescere!) lista di libri che potrete “prenotare”
se un libro interessa a più persone , avrà il diritto chi lo prenota per primo. Seguirà una lista che verrà aggiornata da me ogni volta che si aggiungerà un nuovo iscritto.
Ogni libro avrà un taccuino nel quale, chi avrà letto il libro, potrà scrivere le sue impressioni, la sua critica o quello che vorrà…(sono validi anche i disegni!!! :-) ))
Tempo del prestito : un mese
La prima spedizione sarà a mia cura poi se ce ne fosse una seconda la farà chi ha il libro in quel momento e così via: chi ha il libro lo spedirà al lettore successivo.
Gli indirizzi dei lettori li avrò solo io in modo da garantire la privacy e solo al momento della spedizione avviserò chi deve spedire a chi.

I libri vagabondi avranno dei post ad hoc nei quali si racconterà di come procede questo viaggio con aggiunte di titoli , di confronti, di aneddoti carini.
I libri, infine, prima o poi, ritorneranno a casa e per me sarà un’emozione ritrovarli ancora più ricchi : sapranno un po’ di voi e il taccuino che lo accompagnerà sarà l’emozione più grande!
Ribadisco le due regole da rispettare citate dalle ely :
Avere rispetto dei libri ricevuti
Cercare di rispettare i tempi di consegna a me o a chi aspetta il libro dopo di voi.
Ecco i libri che metto a disposizione





“Risveglio a Parigi” : perché l’autrice mi piace tantissimo e scrive molto bene
“Ti ho tradito con le parole” : perché mi ha lasciato….senza parole! :-)
“La contessa di ricotta” : perché ,per me, è stato una delusione

quindi 3 libri che a me hanno dato 3 emozioni diverse e che metto a disposizione per confrontarmi con chi li vorrà leggere e criticare.

Per le recensioni potete andare a visitare la mia libreria su anobii

Indico la mia mail :larobysap@gmail.com, alla quale inviare le vostre richieste ricordando che la prenotazione ha la priorità in base alla data e all’ora di arrivo della vostra mail completa dei vostri dati (indirizzo al quale spedire il libro)

Non nascondo l'emozione e l'agitazione di "buttarmi" in questa esperienza , una cosa è certa l'amore per la lettura e l'entusiasmo della condivisione sono sufficienti per farmi provare anche questa esperienza.

lunedì 21 febbraio 2011

ONLYFISH&CHIPS : MT FEBBRAIO ;-)


mtfebbraio


Mt di febbraio….sempre più difficile! Ma cosa mi invento??? Ispirazione : zero!
Allora sai che faccio? Scrivo e dico che non partecipo, che è un periodo in cui sono super presa, ho la macchina fotografica rotta , il forno che cuoce male e in più non riesco a fare la spesa come vorrei…e poi? Bè, poi c’è Marie Antoinette che è in fase di esami e quindi è nervosa e mi crea ansia…poi c’è la dolcemetà che è anche lui stanco per lavoro con ovvie conseguenze e poi….bè poi c’è anche il mio di lavoro che mi rende una donna …distrutta….e non vogliamo parlare di Eu (il gatto)??? Che egoista comanda e condiziona tutti: miao di qua e miao di là….
Non male come quadretto! Eh, si questa volta non ce la faccio proprio a partecipare all MT di febbraio…
Non ci riesco, non posso non partecipare a questa simpatica sfida nella quale la famiglia dei partecipanti si allarga sempre più. È una questione di onore…o forse solo di puro piacere perché in fin dei conti mi diverto ad inventare piatti e parole…anzi, proprio dopo una giornata intensa che è addirittura un lunedì, dopo aver digerito grane in ufficio, fatto un blitz in pausa pranzo ad iscrivermi in palestra (eh si….!) , fatto un altro blitz a vedere lavoro dell’imbianchino post ufficio, eccomi arrivare a casa pronta per…bagno rilassante + candele….ops…no, volevo dire, per mettermi grintosa ai fornelli per assolvere al dovere/piacere della sfida!
Apro il frigo : desolazione!!! È vero!! Sabato non ero andata al super !!! e adesso non me la sento di riprendere macchina e affrontare semafori e rotonde per andare al centro commerciale.
I limiti stimolano la creatività: così diceva il mio insegnante di un corso di poesia che avevo frequentato anni fa (si, ho fatto pure questo!!!) quindi forza e coraggio…
Ho per errore guardato le ricette già postate e sono rimasta estasiata dagli abbinamenti, dai colori, dalle foto …per me per questo MT delle polpette sarà una ricetta svuota frigo….vuoto :che è un tutto un programma!!!!

Ingredienti o "La parca dispensa mette a disposizione":

filetto di merluzzo surgelato
gamberetti surgelati
limone (1)
uovo (1)
alloro (3 foglie)
aglio (mezza testa …)
patate (4)
parmigiano
pane grattugiato
sale
pepe
olio extravergine di oliva

n.b.: i numeri non sono le quantità da utilizzare per la ricetta ma sono le quantità effettive presenti nel mio tristerrimo frigorifero!

cuocio al vapore il filetto di merluzzo e i gamberetti con alloro. Nel frattempo, oltre ad accendere il forno a 200°, taglio a dischi le patate e le sbollento in acqua leggermente salata poi le scolo e compongo dei….mini ziggurat (non so perché mi sono venuti in mente gli ziggurat sumeri…qui c’è da capire bene perché….mah?) mettendo un cerchio sopra l’altro tenendoli fermi con uno stuzzicadenti, li cospargo di olio e spolverizzo con parmigiano. Metto in forno.
Prendo il pesce cotto e lo frullo poi lo metto in una terrina con l’uovo, un po’ di parmigiano, sale, aglio , limone grattugiato, pepe e pane grattugiato e formo delle polpette che cuocerò nel forno.
Tempo : circa 20 minuti per gli ziggurat di patate e altrettanti 20 minuti per le polpette.

Quando sforno il tutto mi accorgo della banalità immane delle ricetta e dell’immagine assolutamente poco trendy, glamour e…à la page….
“che tristezza!!! Fa tanto take away…” dico
Arriva Marie Antoinette che mi guarda e mi dice : ma no dai, mamy, non è poi così malaccio…. è un fish and chips ma più…elegante!
Ecco è proprio così….onlyfish&chips!
Prendo coraggio e con il cellulare (l’avevo detto no che ho la macchina fotografica rotta???) scatto due o tre foto : una peggio dell’altra.
Di sicuro sarò subito scartata (giustamente) dalla giuria… ma albano, docet : bocciato subito ma recuperato e non solo , giunto comunque tra i primi tre di sanremo…
Direi che non sarebbe malaccio….
Quando si dice ……ehm….la fortuna !! :-)

e con questa ricetta e una grande faccia di tolla , ma sempre felice di far parte del gruppo, partecipo all' mt di febbraio


venerdì 18 febbraio 2011

AMICHE DEL CUORE...



E come poteva mancare la mia amica Rita nei miei post dedicati alle amiche del cuore??? Difficilissimo scrivere di lei perché mi scappa l’ode, la declamazione, l’inno alla Rita.
Innanzi tutto la conosco da mò, e non scendo in particolari cronologici che trovo poco chic!
Sappiate però che abbiamo percorso insieme i “favoloso anni 80” divertendoci spensierate tra capelli cotonati, tutine fluo di aerobica, rincorrendo l’immagine della bionda tutta fitness californiana così in voga a quei tempi. Questa è una di quelle amicizie “telepatiche” di quelle cioè che basta uno sguardo per capirsi anche se siamo …al telefono, ebbene si! :-)
Amica super trendy, vestita sempre perfetta , colori giusti, accessori glamour, fisico da adolescente e capelli da cindy crawford (che invidia!!). Socialite , per quanto possibile:-) , si muove disinvolta tra vernissage artistici e culturalchic e feste remember con amici , tra corsi di scrittura creativa e sedute in palestra,tra happy hour e cenette varie.
E’ la persona che ha la capacità di indorare qualsiasi cosa! La sua capacità dialettica non ha limiti e le consente di descrivere qualsiasi oggetto o situazione con abilità unica trovando sempre il lato positivo di tutto.
I nostri scambi di mail hanno a volte del surreale e spesso, nei molti nostri voli pindarici, abbiamo sognato di trasformarle in un libro alla Bertola tanto sono ricche di metafore, iperboli, circonlocuzioni simpatiche e originali…
Abbiamo una rosa di soprannomi appioppati a tante conoscenze in comune da riempire un….dizionario e poi tante parole create che rendono bene i concetti che vogliamo esprimere.
"makeppata chic" : una che si trucca con prodotti di super marca
“beat” : una che si veste in modo orrido ma sta anche a significare una cosa di gusto poco elegante.
“uomoalpha” : ad indicare uomo perfetto e … praticamente inesistente
“phonata”: dicesi di donna con cappello bello gonfio perfetto ma forse eccessivo…può avere accezione negativa ma anche positiva : per esempio la marce (gaglia) è una “phonata con spessore” ;-)
Le descrizioni delle persone, del loro look, farebbero invidiare le migliori redattrici di moda…
noi analizziamo il dettaglio arrivando persino a “soffrire di cinetosi davanti ad un bisticcio di beige o di grigi” , oppure, dovendo descrivere un fatto particolarmente denso di emozione :-) e d’ammmmmore , lo introdurremmo con un “bèccati questa “cyrandata” (dalla telenovela “cyranda de pedra”) e se il discorso vira sul piccante sarà un “sexy&thecitystyle”
Vivisezioniamo persone ed emozioni, situazioni e oggetti. Spietate e irriverenti ci divertiamo come matte e siamo delle convinte sostenitrici del “sanospeteguless” (pettegolezzo senza cattiveria)
Le nostre icone di stile diventano nostre “amiche” e così da ragazze parlavamo abitualmente “della carolina” intendendo la principessa di monaco che allora ci ispirava per trasgressione blasonata e look…ora invece la nostra amica fashion è “la Inés” (de la Fressange, of course) che con il suo stile elegante e finto semplice ci piace tanto
Ci entusiasmiamo per tutto : che sia la filosofia vegana , la poesia indiana , le birkenstock, il lucidalabbra di chanel, libri, film, i saldi all’outlet, le borse firmate, la ricetta della nonna, …
Lei è anche una cultrice di musica (io non c’entro niente! Mi ritengo ignorante musicalmente e i mie gusti sono proprio terra-terra…) e mi spazia dalla classica al rock, dal pop al fusion…al jazz alla musica chillout…citando spesso cantanti e canzoni che per me sono….il buio cosmico!!!
E, inoltre è anche una brava cuoca! Tra le mie amiche del cuore, in effetti, di chef non ce ne sono tante …ma lei , devo ammettere , è quella più creativa e “sul pezzo”
Se ho bisogno di trovare un ristorantino carino o una trattoria semplice ma elegante lei ti sciorina un elenco al volo ! E questo vale se dovessi aver bisogno di imbianchino in gambissima che costa un niente, un carrozziere “magico”, un parrucchiere “gggiusto”.
Insomma è informatissima, aggiornatissima su tutto . E’ una risorsa inesauribile di idee…
Ho bisogno di un consiglio per un look? Ecco che scatta la mail … e la sua risposta professionale e precisa arriva “in un lampo lampante” (cit. “love actually”)
Non le mancano mai gli argomenti e si trova a suo agio con tutti. Ha un carattere solare, allegro, spensierato , forte e sicura si muove armoniosa nella vita.
Un figlio artista che, quando aveva 8 anni, ci aveva deliziati dipigendo pokemon inventati, per un intero pomeriggio, fornendo materiale per fane un enciclopedia, e che negli anni ha raffinato il suo tratto e la sua creatività.
Marito super sportivo e trendy pure lui (ovvio!!!) e una valangata di amici e di amiche in ogni dove.
Di tutte le mie amiche è sicuramente la più “cover girl”, quella che verrebbe più paparazzata di tutte!!! Non per la vita dissipata! Per carità ma per il suo look sempre impeccabile, i luoghi fashion che frequenta e il suo modo di essere.
È un’amica sorella, una di quelle di cui non puoi fare a meno. Mi consola e riesce sempre a tirarmi su il morale anche incensandomi a dismisura!
Potrei parlare ore di lei e quando vedo i suoi commenti nel mio piccolo blog la sento ancora più vicina perché sa condividere ogni cosa con me portando quel tocco in più che mi completa!
L’avevo detto che questo post sarebbe stato un’ode alla Rita e non poteva essere altrimenti!
La ricetta da postare? Sicuramente originale :-) e sicuramente un dolce

Ingredienti


Trovare un pomeriggio libero, possibilmente durante la settimana (prendersi magari una “mezzina” di ferie che può fare solo bene!)

Andare a divertirsi all’ikea (traduzione: non a comperare mobili o cose impegnative che necessitano di misure, calcoli, sbattimenti) e girare spensierate tra le mille belle cosette che ci sono in quel luogo (a me piace un sacco!) preferibilmente in compagnia di un’amica :-) la Rita??? Perfetta!!!

Fare una pausa al bistrot, prendendo un lunghissimo caffè poco italiano con fetta di torta al cioccolato e mandorle , made in sweden

Andare al reparto surgelati della “bottega svedese” e prendere (oltre a 100 altre cose…)le girelle alla cannella (confezione da 6)

La sera stessa , dopo cena, per concludere degnamente la giornata fare una calda tisana e cuocere anche solo una di queste sublimi girelle nel forno (10 minuti di cottura a 190°)
Profumo di cannella per l’aere assicurato per una seduta di aromatherapy coccolosa!

p.s.: spero di non avervi fatto inorridire per questa “ricetta”!!! E comunque: provare per credere!!! ;-)

mercoledì 16 febbraio 2011

PASTA CON LE TRIGLIE E UN PENSIERO DA "CAMBIO VITA" EPOCALE...:-)


Ultimamente le giornate che dedico a cucinare qualcosa di diverso e appagante sono il sabato e la domenica
Quindi riservo al week end ,non solo l’ispirazione ma , soprattutto l’esecuzione pratica delle mie idee culinarie.
Era da tempo che mi ero segnata di fare questa pasta. Ogni tanto sfoglio il mio quaderno in cui annoto tutto quello che vorrei fare…ricette e non solo…
Inoltre per sfoltire le pile di riviste di cucina, semel in anno, strappo le pagine che mi interessano e “compongo” dei book personali nei quali ritrovare le idee che prima o poi potrei cucinare.
Di questo refresh sono sempre contenta perché il risultato è visibile e lo spazio nella libreria è pronto ad accogliere nuove riviste in una sorta di ciclo infinito…
Questa è una ricetta super veloce e di grandissimo effetto, quindi perfetta per una cena anche importante oppure potrebbe sostituire degnamente anche la “aio&oio&peperoncino” : il tempo di esecuzione è lo stesso.
Solo gli ingredienti sono particolari, nel senso , che , di solito, io non ho le triglie fresche nel frigo…così come l’aneto fresco…
L’idea di provare proprio questa ricetta è arrivata però da una collega che ne parlava e ha fatto scattare in me la voglia di cimentarmi, finalmente in questo piatto.
Come dicevo cucino nei we , il perché è presto detto, o forse tanto presto non lo è….
Io e la mia dolcemetà viviamo in due case separate ma nei week end mi trasferisco nel suo castello e finalmente , senza stress, riesco ad avere ritmi e tempi normali .
Quindi viene meglio anche organizzare una cena tra amici o stare a cucinare insieme e godersi poi un bel film sul divano…lo so , niente di trascendentale per la maggior parte della gente ma, credetemi, a me, questo clima mi sa di “eccezione” e mi rilassa e mi fa venir voglia di mettermi ai fornelli tranquilla e serena…
Da qui (ma non solo) sta nascendo la decisione epocale di unire le forze e decidere per un'unica magione da condividere ( con mille beghe e problemi ma non è questa la sede per lasciar loro spazio) pur con tutte le paure e dubbi che mi attanagliano.
Sono un animale solitario e indipendente , morale: non sono una donna facile con la quale dividere la propria vita. L’ho ammesso, annunciato, scritto, sottoscritto quindi “uomo avvisato…” :-)
Pertanto il tempo che tanto ora mi manca per dedicarmi in modo rilassato ai miei interessi (leggi:soprattutto al mio blog!) è sostituito da valutazioni di preventivi di imbianchini, progetti di stanze, mobili da scartare o da implementare…così alle mille cose da fare si stanno aggiungendo anche queste, piacevoli per carità, ma impegnative , incombenze
Certo se mi volto indietro, abbino alla mie scelte importanti, grandi fregature ma…non importa , nella vita nulla accade per caso nel bene e nel male e con questa filosofia forse un po’ fatalista voglio affrontare il tempo che verrà.
E proprio immersa in questi pensieri da “cambio vita” ho cucinato questa pasta con le triglie semplicemente deliziosa e la sua ottima riuscita ho voluto leggerla come un buon augurio al mio futuro….

Ingredienti:
spaghetti alla chitarra
triglie pulite
uvetta ammollata
pinoli
capperi sotto sale
scalogno
aglio
aneto fresco
olio
sale

non posso indicare le quantità perché ,ho fatto tutto ad occhio e non mi sono annotata il peso delle triglie e degli altri ingredienti (ehm…ero nel castello e non avevo la mia pesa, il mio blocco per appunti, ecc…ecc…) gli spaghetti , per esempio, sono stati “pesati” a mano dalla dolcemetà…
ma sono sicura che ognuno di voi saprà tradurre il tutto in grammi, kg, pizzichi…
ho tritato lo scalogno ed ho schiacciato uno spicchio di aglio e li ho fatti soffriggere in una padella grande ,nell’olio (non siate tirchi, l’olio servirà per abbracciare e insaporire per bene la pasta che poi tufferete ) . Quando il tutto è ben rosolato di un bel colore biondo, mettete l’uvetta strizzata , i pinoli e i capperi e quando i sapori si saranno ben armonizzati regalando all’olio un sapore nuovo, ecco che entrano in scena le triglie : adagiate i filetti (prima dalla parte della pelle) e dopo pochi minuti li girate . non mescolate, lasciate i filetti interi che saranno cotti in 5 minuti quindi salate e spegnete.
Nel frattempo avrete portato a bollore la pasta con il sale e tuffato la pasta. Io ho scelto gli spaghetti alla chitarra perché rimangono al dente e trattengono bene i sughi ma il modello di pasta da utilizzare è…libero.
Quando scolate la pasta riaccendete il sugo e tuffatela in padella. A questo punto potete amalgamare il tutto “rompendo” anche i filetti di triglia.
Servite con aneto fresco tritato.
Mai citazione fu più appropriata per descrivere questo piatto:

“La semplicità è la sofisticazione suprema
Leonardo da Vinci

domenica 13 febbraio 2011

PER SAN VALENTINO??? ... UN LIBRO OF COURSE!




Ci sono pochi libri che rileggo e si tratta quasi sempre di “classici” i tre titoli che mi accompagnano da decenni, riletti un’infinità di volte sono : “1994” di Orwell: forte,lo so, ma soddisfa la mia voglia di giustizia sociale e di ribellione alle tirannìe, poi c’è “Cime tempestose” un capolavoro del romanticismo , la storia d’amore per eccellenza , Heatcliff ed Chaterine sono gli innamorati che mi hanno dato più emozioni e me le rinnovano ogni volta che lo rileggo e, infine , una piccola chicca dolce e delicata “Un incantevole aprile” della Elisabeth Von Arnim (ne avevo parlato qui)
Ho letto anche ottimi libri recenti ma non ne avevo riletti nemmeno uno, fino a quando non ho trovato ,anni fa, un libro di Paola Calvetti , che oltre ad essere diventato il libro che ho più regalato alle mie amiche, è un libro che rileggo spesso, magari non dall’inizio alla fine , ma solo alcuni capitoli, perché ….se mai lo leggerete, lo capirete :-)
Qualche anno fa, durante uno dei miei soliti pellegrinaggi in libreria, giravo annoiata tra gli scaffali , ehm, non è stato proprio così, correvo come una tarantolata tra i libri cercando di vedere e assimilare il più possibile nel poco tempo a disposizione , quando avevo visto questa copertina non particolarmente accattivante ma il carattere utilizzato per il titolo mi era piaciuto , così pure l’immagine del mazzetto di lettere con scritto “…e se l’amore fosse nascosto tra le pagine di un libro?”, quindi mi aveva colpito… e pur non amando particolarmente il genere “sentimentale” mi ero messa a leggere la trama.
Premessa: allora ero single dopo una bella , si fa per dire, batosta sentimentale , avevo a fatica trovato il mio equilibrio e posso affermare con sincerità che stavo bene con me stessa ma sognavo, da romantica quale (sotto, sotto, sotto ma sotto) sono, l’incontro magico con l’uomo della mia vita. Mi immaginavo, con una banalità cosmica, il fatale scontro di due carrelli al supermercato. Ebbene si, lo confesso, per anni ho sperato di inziare così la mia “storiadamoreforever”, dando per scontato che , l’uomo in questione, fosse single, amante della cucina(nel carrello solo ingredienti perfetti e da intenditore! Ovvio!) , indipendente e, perché no, affascinante…inutile dire che la vita ci riserva sempre alternative alle nostre aspettative…anyway,questa è un’altra storia, o forse, un altro romanzo…
Ritorniamo alla libreria e alla tarantolata che si era bloccata per leggere la trama e le prime pagine…e che rischiava di voler leggere tutto il libro lì in libreria….quindi l’avevo comprato e finito in un paio di giorni!
Innanzi tutto la protagonista è intorno a cinquant’anni ( celo) con la sensazione che sta per accadere un qualcosa che le cambierà la vita (mi piace!!) , ha un ex marito (celo) un figlio (figlia,vale lo stesso, celo) , è de Milan (quindi una mia quasi vicina di casa!) amicizie originali (celo) ha una libreria (mio sogno) con “angolo ristoro” (altro mio sogno), si parla anche di Bretagna (altro mio sogno), si parla di ballerine “Repetto” (celo)…di libri, libri, libri (celo,celo,celo…)
Insomma , leggendo l’aletta della sovracoperta, avevo subito capito che con Emma (la protagonista) avevo tanti punti in comune e soprattutto leggevo che lei era riuscita ad avere un vita interessante e appagata e di sicuro avrebbe avuto una storia d’amore inaspettata e inoltre era riuscita a realizzare il suo sogno : aprire una libreria. Una libreria, “Sogni&Bisogni”, solo di romanzi d’amore divisi per “catogorie” .
Ecco qualche scaffale:
“cuori infranti” “missioni impossibili” “così fan tutte”….
Una libreria che diventa luogo d’incontro per una folla di personaggi che intrecciano le loro vite con i libri e con Emma.
E poi, bè poi, c’è la fantastica storia d’amore, nata per caso e tenuta in vita da uno scambio epistolare delizioso che non annoia e non “rovina” il romanzo ma, al contrario lo completa e lo arricchisce.
Federico è un vecchio amore che ricompare : lui vive a New York ed è architetto e sta lavorando insieme a Renzo Piano al progetto di ristrutturazione della Morgan Library ( e già questo basta per renderlo affascinante) …ehm, è sposato con una figlia….
I due innamorati decidono di scriversi solo lettere e di continuare la loro vita , una volta all’anno però, il 10 aprile, decidono di annullare la distanza fisica e di vedersi (una volta , giusto per, a Belle-ile en mer, in Bretagna… si poteva trovare luogo meno romantico???)
Non è tutto facile però e questa storia sarà a rischio per mille e più motivi…
In questo libro si parla molto anche di libri: si citano titoli e si commentano (obbligatorio avere carta e penna per prendere nota) , si parla della storia della Morgan Library che mi aveva affascinato (ero andata subito su internet a leggere tutto su questo gioiello architettonico), si parla di musica , di città grandi e piccole, insomma è un libro ricco di luoghi, di persone, di fatti.
Nelle lettere che scrive Federico si respira aria newyorkese, vie, parchi, caffè , atmosfere, descritti con sensibilità (forse non proprio maschile) , con le parole e i sentimenti , con l’ironia intelligente e la cultura raffinata che tutte vorremmo leggere in una lettera che ci scrive un uomo, il nostro uomo…
E poi la libreria di Emma è stupenda , è proprio la libreria che vorresti esistesse davvero e non posso non descrivervi almeno una, delle tante vetrine a tema allestite dalla protagonista (idea grandiosa!! Che personalmente non ho mai avuto il piacere di ammirare in nessuna libreria da me frequentata) :tavolino con boccette di profumo, fiori , libri , abiti vari appesi alle grucce o sistemati ad hoc , nastri, guanti,scarpe tacco 12…su ogni oggetto è appuntato un titolo di film e in posa perfetta , il libro abbinato:
al tubino : colazione da tiffany
giacca coloniale : la mia africa
una A cucita su abito scuro : la lettera scarlatta
cappelino con veletta: l’età dell’innocenza
e così via…

è un libro delizioso, nel quale sono sicura, ognuna troverà una parte di sé, una parte dei propri sogni descritta perfettamente…
avrei voluto scrivere tanti piccoli stralci di questo libro ma sono davvero troppi, quindi vi scrivo l’incipit, sicura di incuriosirvi ….

“oramai mi sveglio presto. ma prima, subito prima, regalo ad Alice e alla libreria lo spazio di beatitudine che sta nel punto di mezzo tra il sonno e la veglia. Il momento si annuncia intorno alle sei, sei un quarto al massimo, quando il beverone di erbe che ha sostituito le pasticche sfascia sogni ha fatto il suo dovere e mi ritrovo inchiodata al letto con gli occhi spalancati e un’unica sorpresa : è nel silenzio cavo della mia stanza che si compongono le idee migliori. E il cuore si calma. C’è un aspetto fastidioso nei miei precoci risvegli : subito dopo pranzo scivolo in un pietoso stato di letargia e le palpebre mi si abbassano come saracinesche. Se potessi, incrocerei le braccia sul balcone della libreria appoggiandoci la testa per un pisolino anche breve o mi sdraierei sul kilim che sta sotto i miei piedi, il naso tra le zampe e la coda reclinata di lato come Mondo, il setter gordon di Gabriella. Naturalmente non posso e mi trattengo.
Per scuotermi dal torpore salgo al piano superiore e, con la scusa di riempire i thermos, mi rintano nell’angolo ristoro. oh, niente di speciale, non una caffetteria vera e propria, solo due poltrone, tavolini e seggiole da bistrot acquistati al mercato delle pulci della Porte de Clignancourt e fatti spedire come le reliquie di un santo a un costo spropositato.
Alle dieci in punto Sogni&Bisogni apre la sua porta al mondo”

Aggiungo solo che, dopo aver letto questo romanzo, ho subito comprato altri libri di questa scrittrice. La Paola Calvetti non mi ha delusa, anzi! Gli altri suoi libri, molto diversi da questo, mi hanno fatto conoscere e apprezzare ancora di più questa scrittrice , quindi mi sento di consigliare anche altri titoli quali, per esempio, “né con te né senza di te” e “l’amore segreto”.

Ultima (ma davvero) nota : come ogni libro che fa star bene contiene i famosi “incastri” che nella vita reale accadono raramente, ma perdono la scrittrice perché la fine di questo libro mi è piaciuta così tanto che mi ero detta :why not? E quindi ,da allora, uno dei tanti film che mi faccio prima di addormentarmi contempla anche la versione “paolacalvetti” nella quale ci sto a pennello…

giovedì 10 febbraio 2011

PSEUDO LASAGNE AL PESTO PER UNA PETITE REINE




È così difficile arrivare a casa dopo una giornata di lavoro pesantuccia (eufemismo!) e mettersi a cucinare qualcosa di originale, lievemente speciale e, perché no,dal sapore confortevole e rassicurante? Risposta : no se esiste un motivo per farlo.
Il mio? Bè, oggi primo esame universitario di Marie Antoinette, del quale non sappiamo ancora esito ma la regina,come sempre, è delusa, pessimista, insomma abbastanza in crisi.
Non rimane che tirarci su il morale con una cenetta sfiziosa nella quale raccontare e raccontarsi per trovare un angolo di pace dove rilassarsi…prima si parte dalle cose serie : l’università, gli argomenti dell’esame, considerazioni varie, il lavoro, i lacchè, le situazioni vergognose che ti fanno sentire un extraterrestre rispetto ai tuoi colleghi così diversi per atteggiamenti e morale, poi si passa a raccontarci “dei nonni”, che sarebbero i miei genitori, coppia simpatica modello sandra&raimondo che sono un’autentica macchietta , poi si passa al colore di smalto comprato, a quanto è bello il nostro gatto, a pettegolezzi ridicoli sui quali ci concentriamo più del solito visto gli ultimi eventi intorno a noi…
E nel frattempo si mangia , un piatto carino preparato in un momento…
Lasagne al pesto ma super velox…
Ho preso le lasagne fresche e ho diviso 2 rettangoli in 8 pezzi, che ho fatto bollire in acqua salata.
Avevo congelato del pesto che ho messo nel microonde e l’ho riportato alla temperatura ideale e una volta pronto ho aggiunto un cucchiaio o due di acqua della cottura delle lasagne in modo da renderlo più cremoso.
Ho poi scolato (dopo 3 minuti) i pezzi di lasagna e li ho “composti” nei piatti : uno strato di lasagna, un cucchiaio di pesto, un’altra lasagna e ancora il pesto fino al termine degli ingredienti.
Risultato : una sorta di lasagne o mega pappardelle al pesto ma presentate in modo diverso. Solo un’immagine nuova per avere il gusto sicuro di una pasta al pesto, buona nella sua semplicità.
Marie Antoinette è rimasta soddisfatta di questo piatto che , con un po’ di scena,ha reso la nostra cenetta glam !
Certo non è una ricetta da chef e , come sempre, con impensato coraggio la pubblico pur nella sua banalità : è un piatto che non stupisce , che non ha ingredienti particolari ma ha saputo ugualmente ravvivare una serata casalinga.
Appago il mio gusto per il bello e per le ricette “serie” che vorrei fare, navigando tra i miei blog preferiti, segno tutto, annoto primi piatti, secondi, dolci che prima o poi farò (forse) …
Per ora è il tempo che mi manca! Questo è il vero lusso che in questo momento, per mille motivi, non posso permettermi quindi perfetta la cena velox nella quale esprimo una piccola parte di me adattandola al mio “spazio/tempo” risicato ma intenso.
Momenti preziosi condivisi addirittura con una regina, la mia regina che a volte abbandona il suo trono e con sincero divertimento si lascia andare senza perdere però il tocco regale che è insito in lei E mentre la distaccata regina con passo giustamente regale (nonostante gli pseudo stivali di montone tanto di moda) si allontana e si ritira nei suoi appartamenti io decido di “immortalare” in questo post, con la scusa di questa “non ricetta”, la serata che ci ha rese più leggere dai pensieri …

domenica 6 febbraio 2011

ODE ALLE CROSTATE


Le crostate sono , per me, le torte per eccellenza.
“che torta faccio” chiedo
“mah… fai una crostata…!!!”risponde marie antoinette
Piace sempre. È un dolce collaudato, che dà sicurezza, che non mette ansia. Riesce sempre e può essere utilizzata anche come svuotafrigo: marmellate a metà, frutta da far fuori…
regala sempre un sapore confortante , si sposa bene con un te ma è l’ideale anche per una ricca colazione mattutina. se devi portare un dolce la crostata è perfetta: difficilmente non piace.
è bella da vedere sia che la si faccia tonda, rettangolare sia che la si decori con striscioline o la si lasci … nature!
Insomma questa ode alla crostata ci sta.
Il primo ricordo che ho della crostata mi riporta a Gittana, la casa dei miei zii al lago e a mia zia Leru che la prepara. Ai tempi, facevo le elementari, la faceva sempre con le pere, quindi per me la crostata di pere mi fa tanto “vintage”!!!
Usava una quantità minima di farina : poca pochissima e la aggiungeva mano a mano e poi incorporava il burro, che mi ricordo tantissimo…poi l’uovo ,lo zucchero , scorza di limone grattugiato , una bustina di vanillina e una punta di bicarbonato.
Poi prendeva una teglia bassa , di quella per le pizze, e piano piano la stendeva subito.
Ne teneva da parte una palla con la quale faceva fare anche a me le striscioline da mettere sopra .
Già lì davo segni di interesse per la cucina, mi piaceva allora guardare più che fare. Mi piaceva guardare mia nonna che faceva gli gnocchi e torte di ogni tipo, mi piaceva guardare mia zia che armeggiava tra i fornelli perché mentre cucinava me la contava anche un po’ su.
Mi raccontava chi le aveva insegnato a cucinare quel piatto lì e il perché e il per come…poi ci agganciava una serie di aneddoti,di storie vere (forse o forse no…) e io mi perdevo nei suoi racconti.
Mi raccontava della sua vicina di casa di Milano che le aveva insegnato a fare la crostata perfetta perché era stata edotta dalla sua “simpatica” e “gentile” e “buonissima” suocera. Le virgolette stanno ad indicare che la tipa era tutto fuorché gli aggettivi indicati…ma era un’indubbia cuoca, allieva dell’Artusi (nel senso che il suo libro era la sua bibbia) del quale conosceva quasi tutte le ricette oltre ad essere onnisciente su qualsiasi ricetta piemontese (era di Torino)
Ai tempi , quando la vicina di mia zia invitava i suoi suoceri con parenti vari, usavano dare i voti ai piatti. Usanza poco elegante e scatenante spesso delle vere e proprie diatribe tra i commensali…il piacere di gustare piatti comunque prelibati finiva in secondo piano e spesso si concludeva “l’incontro” con una vera e propria sfida al grido:
“la prossima domenica venite a pranzo da me “ detto, o quasi gridato, di solito, da chi aveva criticato (indovinate chi??’) per far capire al mondo quanto era in effetti più brava lei e quanto avesse dato il voto (pessimo!) con cognizione di causa .
La vicina di mia zia , donna dolce e mite, dava voti sempre altissimi e se veniva stroncata (come spesso accadeva) incassava con eleganza e dignità. Superiore a tutto e tutti , ovviamente, scatenava gelosie e invidie delle quali, ingenua, non si accorgeva nemmeno!
Ma con gli anni riuscì a superare il maestro (la suoceraccia!) ma nessuno ebbe mai il coraggio di darle dieci e lode negli odiosi pranzi famigliari, ma pare che in segreto, tutti si complimentassero con lei per zittirsi subito al sopraggiungere della “amabile” suocera…Era il candore in persona, anche adesso nonostante gli anni e un po’ di sana dura esperienza di vita, pare le sia rimasta quest’aura da “fuori dal mondo”. Gli anni le hanno portato però anche la consapevolezza (meglio tardi che mai…) che non era stata proprio ben accetta nella famiglia ricca e borghese del marito tanto che …bè…la pianto qui perché davvero ci sarebbe da scrivere un libro su questa signora ma di quelli che “Jane Eyre” ci fa un baffo…..
Tornando alla nostra crostata , questa dolce vicina aveva riversato ogni suo sapere relativo a questo dolce a mia zia che ne ha fatte così tante ma così tante e soprattutto, sempre più buone (un grazie anche alla povera sua vicina vessata e vittima) , che un giorno , l’abbiamo incoronata regina delle crostate!
Niente onori però per la mia nobile (d’animo) zia ma solo l’onere di preparare sempre e solo lei la crostata per il parentado, giudice insindacabile che la portò sugli allori….ehm….per loro puro tornaconto . Leggi : crostata sicura , sempre e soprattutto ottima) !!!
Però noi dieci e lode glielo abbiamo sempre dato all’unanimità !!! :-)))))

mercoledì 2 febbraio 2011

CUORI DI CIALDE O CIALDE DEL CUORE? :-)



Il cuore è una forma che mi piace e non per fare a tutti costi la romantica. È una questione “geometrica”. Trovo il cuore armonioso ,chic, retro . un cuscino di lino grezzo mi piace immaginarlo con un cuore ecru ricamato a punto croce, un biscotto mi piace prepararlo a forma di cuore come pure la classica torta di mele, e perché no, anche le uova al tegamino mi piacciono a forma di cuore…sarà per questo che spesso compro attrezzini per cucina di questa forma.
L’ultimo acquisto è stato la piastra per waffel. Era da tempo che la lumavo ma , avendo pochissimo spazio nella mia cucina, mi autoconvincevo che era meglio lasciar perdere comperare un aggeggio che avrei utilizzato due volte l’anno…ma, si sa, l’occasione fa l’uomo ladro e complice un noto discount me la sono presa ad un prezzo decisamente politico che non induce a devastanti sensi di colpa !
Ammetto che i primi due esperimenti sono falliti miseramente, anzi, il primo ha avuto effetti devastanti : l’impasto l’ho sbagliato in pieno : l’ho dosato malissimo nel metterlo sulla piastra e il risultato è stato che è fuoriuscito tutto , ungendo e sporcando il piano della cucina, nonché la mitica piastra….insomma uno schifo. Non contenta ho ritentato e ho fatto “impazzire” la pastella, non chiedetemi come ma ci sono riuscita….credo sia stata la temperatura del burro che a contatto con le uova ha creato una sorta di frittatina che, non contenta, ho frullato generando una specie di blob extraterrestre che ho avuto anche il coraggio di cuocere…
Risultato: cesto dell’umido, destinazione discarica!
Ma non c’è due senza il tre e quindi eccomi al terzo tentativo. Innanzi tutto ho ridimensionato la quantità degli ingredienti indicati nella ricetta e, soprattutto, ho seguito i passaggi come “da copione” (ammetto invece che nelle volte precedenti ero andata un po’ “a braccio” anche se non è da me…)
Quindi le mie dosi sono state le seguenti:

Ingedienti
60 gr di burro sciolto nel microonde e fatto raffreddare
60 gr zucchero
1 uovo intero
125 gr di farina
125 ml di latte
Un pluc (pizzico) di lievito per dolci

Con una semplicissima forchetta ho amalgamato zucchero e uovo, ho poi aggiunto il burro fuso creando una crema liscia ed omogenea. Poi ho messo la farina con il lievito e il latte poco a poco, creando una pastella abbastanza densa .
Ho scaldato la piastra come da manuale e ho messo 2 (solo 2) cucchiai di composto al centro , dopodiché ho chiuso con il coperchio apposito lasciando che la pastella si spargesse automaticamente …o meglio, ho sperato che così avvenisse e, in effetti, così è stato. Le prime volte la spargevo io con la conseguenza di mettere più “impasto” del dovuto rischiando così la fuoriuscita del tutto (come è stato) !
Dopo 3 - 4 minuti le cialde sono pronte!



Con queste dosi ne escono circa 5 o 6 per un totale di circa 30 cuori!
Non mi sembrava vero! È un piccolo miracolo! La cialda tutta intera sembra un fiore e tagliata si trasforma in piccoli cuori!
Con queste cialde romantiche penso sia bello iniziare la giornata con una colazione dolce e golosa oppure godersi una piccola pausa durante il giorno gustandosele con un buon caffè o un the e farcendole magari con dell’ottima marmellata! E , perché no?, alla sera , dopo una giornata intensa e una cena leggera (eh bè…altrimenti dove va a finire la dieta???) guardando il programma tv preferito o leggendo un bel libro non sarebbe male coccolarsi con un cuore di cialda mentre sorseggiamo la tisana serale…

Non posso non partecipare con questa ricetta al contest di flavia, anche se dichiaro apertamente di non essere esperta di contest e quindi chiedo venia se sbaglierò qualche passaggio doveroso!



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