lunedì 7 novembre 2016

TORTA AL CIOCCOLATO E ALLA CREMA DI CASTAGNE CON LA MAGIA DELLO ZUCCHERO A VELO


Questa torta è facilissima e buonissima quindi perfetta per quelle giornate, quei momenti in cui una coccola dolce può servire  e in tempo breve e senza troppo impegno potrete soddisfare questa necessità dell'anima ;-)
Così è stato per me...
E' una ricetta che avevo visto in un blog, non mi ricordo quale, tanti e tanti anni fa. L'avevo già fatta e mi era piaciuta molto.
Torta semplice come dicevo che ha come unica difficoltà il fatto di avere un barattolo di crema di castagne in casa. Vista la stagione potrebbe essere un ingrediente insolito ma "a tema" nelle nostre cucine e così è stato per me.



Scaldare a bagnomaria il cioccolato e il burro. Fare raffreddare. In una ciotola capiente mettere le uova e la farina e dopo aver amalgamato il tutto,  aggiungere anche la crema di castagne.
Mescolare bene e unire il cioccolato e il burro sciolti.
Ungere una teglia e mettere in forno a 180° per circa 40-45 minuti.
Questa che ho scritto è la ricetta vera e propria io ho aggiunto un pizzico di lievito per dolci ma talmente poco che credo non abbia influenzato l'impasto, molto morbido e "pesante".


La torta si presenta compatta ma morbidissima. Fatela raffreddare , sformatela e preparatevi alla fase creativa, rilassante e magica della ricetta : cospargerla di zucchero a velo!


Attività che adoro! Cospargerei ogni cosa con lo zucchero a velo : sorta di polvere di fata che trasforma ogni cosa rendendola capace di...volare!
Inspirare, espirare e...cospargere! La torta si trasformerà e diventerà elegante ed eterea e non importa se "sporcheremo" anche il piatto con la bianca polvere , sarà ancor più bella proprio perché un pò imperfetta e imprecisa.


Giornate ricche per me, giornate stimolanti, giornate difficili, giornate gioiose, giornate eleganti, giornate impegnative, giornate creative, giornate complicate, insomma un periodo intenso per Larobi che anche grazie ad una spolverata di zucchero a velo ritrova un pò di facile magia  :-) indispensabile alla vita.

domenica 23 ottobre 2016

IL RISOTTO CON IL RISO INTREGRALE? EBBENE SI ! PER LUI CASTAGNE E CAPRINO : MOOD AUTUNNALE PERFETTO!


Non so perché ma ultimamente mi ispira preparare risotti. A dire il vero il perché lo so, ed è facile: io amo il risotto. A casa mia si faceva spessissimo  soprattutto alla domenica e ultimamente questo è l'unico giorno in cui riesco a mettermi  ai fornelli quindi mi ritrovo, con grande piacere,  sempre a cucinare il riso.
Dalle mie parti è tradizione, è prodotto di eccellenza, è storia della nostra terra.

E poi queste giornate di vero autunno, piovoso, grigio, proprio come piace a me, sono perfette per cucinare questo piatto che ha bisogno di lentezza e si arricchisce con ingredienti ricchi e sostanziosi .

Ho provato a fare per la prima volta il risotto con il riso integrale, cosa che non si fa :-)
Tempi canonici per un riso classico (Carnaroli, Roma, Baldo) : 20 minuti.
Tempi con riso integrale : 1 ora circa  e fa la differenza!
Già fare il risotto non è cosa proprio "immediata", così la faccenda si complica!
Allora perché? Perché ne vale la pena! Il riso integrale si comporta alla grande e non ha niente da invidiare ai suoi "fratelli" più blasonati.

La ricetta l'ho copiata dalla rivista della Esselunga di questo mese ma l'ho modificata un pò, soprattutto nelle dosi.



Risotto Integrale con castagne e caprino

Ingredienti per 4 persone:

300 gr di riso integrale (per me "Sapor Cortese")
250 gr di castagne cotte
200 ml vino rosso (per me Cabernet Sauvignon)
100 gr di caprino 
 4 foglie di alloro
1 scalogno grandino
olio 
brodo vegetale 
sale
pepe

Prepariamo il brodo vegetale (sedano, carote, cipolle, erbette). In una padella mettiamo un giro d'olio e lo scalogno tritato. Facciamo rosolare e versiamo quindi il riso. Mescoliamo bene e tostiamo qualche minuto. Versiamo il vino e facciamo evaporare. Mettiamo le foglie di alloro e iniziamo a versare i mestoli di brodo fino a coprire a filo il riso. Mescoliamo. Quando il riso assorbe il liquido aggiungiamo altro brodo, questo fino alla cottura che, in questo caso, sarà di circa 45/60 minuti.
Aggiustare, se serve, di sale.

Cinque minuti prima della fine cottura aggiungere le castagne cotte e tagliate grossolanamente (lasciandone alcune intere) e 50 gr di caprino.
Lasciamo mantecare qualche minuto e mettiamo nei piatti aggiungendo il rimanente caprino e spolverando con abbondante pepe.
Se si vuole si può aggiungere anche del formaggio parmigiano grattugiato : non stona affatto e dona anzi al piatto sapore in più.


Questo riso è molto delicato, i sapori sono molto discreti e non invasivi ecco perché il parmigiano ci sta e aggiunge carattere.

Amo preparare il risotto anche perché amo i movimenti e la cura che bisogna avere nella preparazione. Non è permesso distrarsi, serve tenere d'occhio l'assorbimento del brodo per essere pronti a versarne di altro, bisogna stare attenti a non metterne troppo, il rischio sarebbe di avere un riso "bollito". Serve mescolare spesso, c'è chi non smette durante tutta la cottura.
Il mestolo di legno gira, gira, e fa percepire la cottura del riso che , momento dopo momento, diventa sempre più morbido.
Durante i miei anni new age avevo imparato che, in cucina,  mescolare significa canalizzare energia cosmica nei piatti che cuciniamo perché tracciamo una sorta di spirale continua che è una delle forme geometriche più diffuse in natura ed è , da sempre, ricca di significati legati all'espansione, alla crescita e allo sviluppo. 
Cuocendo e mescolando il piccolo "grano" diventa morbido e "poroso"  pronto ad assorbire i condimenti e i sapori degli ingredienti che lo accompagnano mentre  l'amido ci aiuta ad ottenere la famosa consistenza "all'onda".
Una vera alchimia culinaria che mi stupisce ogni volta che lo preparo e che mi  fa amare sempre di più questo piatto. 



giovedì 29 settembre 2016

COLORI E ISPIRAZIONI FASHION MOLTO ORIGINALI :-) PER QUESTA TORTA COPIATA ...


Il viola non è proprio il mio colore preferito ma spesso, tra le sue mille sfumature, ritrovo tinte che mi piacciono : un bordeaux "antico" oppure quel viola scurissimo che assomiglia al nero.
La prugna  ben rappresenta questo insieme e la dimostrazione è proprio questa torta che trasforma il viola "primordiale" di questo frutto in un rossiccio autunnale che mi piace tanto.

Torta copiata da questo SITO bellissimo proprietà di una signora bravissima, anzi di più...: Pandolcealcioccolato : blog sempre fonte di ispirazione per me, con ricette  che non potrò mai eguagliare ma che mi accontento di "copiare" !

Questa è la Torta all'acqua con le prugne  (ricetta che vi copio-incollo direttamente ):

Ingredienti
(per una ciambella da 24cm)

250g di farina 0
250g di zucchero di canna chiaro
3 uova grandi bio (a temperatura ambiente)
130g di olio di semi di Girasole
130g di acqua (a temperatura ambiente)
la scorza di un limone non trattato (o un cucchiaio di Rum)
10g di lievito in polvere
prugne fresche q.b.
zucchero di canna chiaro q.b.

Procedimento


Per prima cosa imburrare e infarinare lo stampo scelto (nota mia: io ho foderato la base della tortiera con la carta forno) . Lavare e asciugare le prugne, tagliarle a metà ed eliminare il nocciolo; adagiarle sul fondo della teglia e cospargere q.b. con dello zucchero di canna chiaro. Nella ciotola della planetaria (o con delle fruste elettriche), montare le uova con lo zucchero, si dovrà ottenere un composto ben areato, gonfio e spumoso, dal colore giallo chiaro; questo passaggio sarà fondamentale per ottenere una ciambella sofficissima, quindi non avere fretta di terminare il primo passaggio. Una volta che uova e zucchero saranno pronti, unire l' olio a filo e di seguito l' acqua. Amalgamare delicatamente, unire poi la farina e il lievito setacciati insieme, la scorza del limone (o il cucchiaio di rum). Amalgamare ancora praticando movimenti lenti, dal basso verso l' alto. Versare il composto nello stampo (sopra le prugne quindi) e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 45 minuti circa (farà fede la prova dello stecchino di legno). Sfornare e lasciare intiepidire; sformare, capovolgere e servire.




Mentre ordinavo le mezze susine dentro alla teglia mi perdevo già tra questi colori e stavo bene. Spesso al piacere puro di cucinare aggiungo quello cromatico in cui "sguazzo" felice.
Nessun bisticcio di colore per questo insieme molto autunnale, profumato e, perché no?, elegante.


Ma a felicità si aggiunge altra felicità quando mi capita di rovesciare impasti morbidi e voluttuosi dalla ciotola del mio fedele KA a tortiere ansiose di ricevere dolcezza.


E poi che dire di cosa si prova quando, sformando un dolce, si constata la leggerezza, la morbidezza ed, ebbene si, l'altezza del suddetto? Altra felicità!

L'ho assaggiata subito ed ho avuto la conferma che sapevo : questo è proprio il genere di torte che amo. Semplice , che sa "di casa" ma che è anche bella da vedere nel suo aspetto rustico ma chic.

Non ho potuto non condividerla con chi di "sciccheria" se ne intende : due carissime amiche proprietarie di un negozio di abiti molto glam della mia città. Chi meglio di loro poteva apprezzare la classe nascosta di questa torta?



E ispirata da questo clima  chic e di classe, ho inventato questo look che vi propongo.
Tessuti preziosi come la seta per una camicetta romantica e vagamente ottocentesca  e il taffetà stampato con posate antiche, per una gonna di fantasia arricchita con  grandissimi fiocchi di velluto...
Bè fantasia fino ad un certo punto perché vi confesso che io una gonna così la indosserei davvero, voi no ? ;-)



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